Smart Cities

L'uomo e l'ambiente al centro della città del futuro

Che cosa è una SMART CITIES? Molti associano questo termine alle tecnologie IoT (Internet of Think), ovvero, alla capacità di informatizzare le cose, che in termini estremamente sintetici, significa installare dei sensori per raccogliere dati, ad esempio nelle lampade a LED, che si finanziano attraverso progetti di efficientamento energetico. La questione è molto semplice, se la città intelligente che ha come obiettivo la creazione di valore all’uomo e all’ambiente, la comune SMART Cities è di certo molto lontana dal raggiungere tali obiettivi.

Facciamo un esempio, il processo di raccolta, integrazione e valorizzazione dei dati è un argomento molto amplio e complesso, che deve necessariamente abbracciare non solo la tecnologia IoT, ma anche quella dei Social, dell’Intelligenza Artificiale, alla Tecnologia 3D o della BlockChain.

Ma non solo, la tecnologica, da sola, non potrà mai ricreare le condizioni di benessere se dietro non c’è un cambiamento interiore di chi la vive, la storia della civiltà urbana dimostra che la città cambia con l’evoluzione della società, e che quindi, la città non è altro che la rappresentazione reale dello stile di vita dei cittadini e della loro capacità di cooperare per creare delle buone condizioni sociali ed ambientali.

La verità è che stiamo inseguendo un modello di sviluppo basato sul consumismo sfrenato perdendo ogni legame con i sani principi etici e morali che sono alla base del vivere sociale, e la tecnologia, anche quella più evoluta, non fa altro che amplificare la forza distruttiva di un modello non più sostenibile. 

Purtroppo, le città NON hanno gli strumenti per affrontare le sfide del futuro e questo limita l’azione anche dei più volenterosi, le città sono dipartimenti separati "a silos" che non hanno nessuna interazione con le altre municipalità, hanno una scarsissima capacità finanziaria ed una burocrazia che rende impossibile cooperare con gli operatori economici locali. Per costruire una città intelligente occorre avere una visione a livello di sistema ed un modello di riferimento incentrato sulle esigenze dei cittadini e della loro capacità di reagire difronte al cambiamento che sarà impietoso e spietato.

Le sfide sono molteplici, colmare il gap tecnologico per avere la governance dei dati e del processo di diffusione dell’informazione; diffondere le conoscenze per formare una nuova coscienza etica e morale che faccia operare il territorio per il benessere della collettività; ricostruire nuove filiere produttive e distributive basate su criteri di sostenibilità ambientale e sociale; ricostruire il senso civico e lasciare all’ente pubblico il compito di definire le priorità; valorizzare il patrimonio ambientale e culturale per ripartire dalle nostre origini, dalla nostra identità sia personale che territoriale; mettere in sicurezza le infrastrutture e le nostre scuole, la mobilità sostenibile e l’opportunità di mangiare i preziosi frutti della natura che ci circonda.

Sarà quindi possibile, date le condizioni di partenza, trovare una strategia di sintesi vincente? Noi crediamo di SI.


Gianni Diotallevi

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